Viaggio divertente da compiere seduti sulla prua del caicco che porta da Pireo a Ayia Marina, con i piedi bagnati nell'acqua, si arriva a Aegina dopo una sola oretta di viaggio. Trascorriamo un terzo del viaggio a guardare le imponenti strutture portuali di Pireo, quindi sul mare aperto in compagnia dei gabbiani verso l'isola più vicina dopo Salamina al grande porto di Atene, da più di trent'anni ormai meta di migliaia e migliaia di famiglie ateniesi alla ricerca di un po' di refrigerio sabatodomenicale nelle limpide acque di quest'isola. Aegina è infatti talmente vicina ad Atene da sembrare un quartiere insulare di quest'ultima qualcosa che ha favorito negli ultimi decenni il pendolarismo di una sempre crescente schiera di persone che che ha ormai raggiunto il limite nel caos della grande città. Superfluo ricordare che tale vicinanza avrà pure impresso un aspetto ludico vacanziero sull'isola ma al costo di un impatto umano tale da apparire in molti casi d'estate insostenibile per le fragili risorse di un'isola già defraudate da 5500 anni di insediamento umano. Aegina, come ogni altra isola greca affonda le proprie origini nei meandri della mitologia: Eaco, figlio di Giove e uno dei tre guardiani delle tenebre decide di soggiornarvi dedicando al posto il nome di sua madre, appunto Aegina. In seguito, sempre secondo il mito, trova riparo qua Afea, la Dea invisibile, perseguitata da Minosse e divenuta appunto invisibile nel tentativo di sfuggire alle sue ossessionanti avances. Di fatto ai tempi di Minosse, Aegina attraversa un buon grado di civiltà e popolamento all'ombra del grande impero cretese col quale intrattiene rapporti commerciali più o meno intensi. Questa civiltà sarà destinata a seguire la traiettoria di Creta per ricomparire solo dopo la guerra di Troia attorno al 1200aC con l'arrivo di popolazioni doriche che da Epidauro attraversano lo stretto con il Peloponneso aprendo sull'isola un nuovo ciclo di civiltà destinato a perdurare per almeno 9 secoli fino appunto ai tempi di Alessandro.
Aegina resterà infatti nella storia come la prima città Stato della Grecia classica a battere moneta già 8 secoli prima della nascita di Cristo. La sua richezza è ben documentata dal possesso di una flotta importante che prese parte a fianco di Atene e Sparta alla gloriosa battaglia di Salamina, dalle opere d'arte lasciate ai postumi da una schiera di scultori illustri (Smilis, Glafkias e soprattutto Onatas, maestro di Policleto e Fidia), dall'antichissima industria di lavorazione del bronzo e della ceramica e per aver anticipato Atene nella costruzione della sua Acropolis, costruita a Aegina una generazione prima nella regione di Ayia Marina sull'altopiano. Da sottolineare che Aegina, proprio a causa delle sue origini doriche e per i suoi legami con Sparta, descrive lo stesso rapporto che gli USA hanno avuto negli ultimi decenni con Cuba, un rapporto conflittuale che contrappone un'isola all'apparenza piccola di fronte a una grande potenza come era ai tempi di Pericle, Atene. Tale rapporto si concluderà con l'occupazione militare ateniese di Aegina e l'arrivo sull'isola di ateniesi illustri tra cui Ariston e il padre della commedia classica, Aristofane. Le guerre del Peloponneso tra Atene e Sparta non solo durano troppo ma lasciano macerie ovunque segnando al volgere del V secolo aC un movimento di costante decadenza sull'isola destinato a protrarsi lungo i tempi ellenistici e quelli romani. Aegina esce definitivamente di scena per diversi secoli durante il medioevo quando l'Egeo, infestato dai pirati non dà scampo alle sue esili popolazioni che stremate dalla violenza e dalle ruberie abbandonano la costa a favore dell'altopiano. Dovranno passare diversi secoli perchè l'isola torni all'epicentro della vita politica greca, subito dopo la liberazione dal giogo ottomano, quando il conte di Capodistria decide di fissare qua la prima capitale del neonato Stato ellenico, il parlamento, le strutture ministeriali e ironia della storia, battere la prima moneta dello Stato indipendente, appunto la dracma. Il tutto per appena 4 anni tra il 1827 e il 1831 visto che da qui la capitale si sposterà nella vicina città di Nafplion nella regione dell'Argolide nel Peloponneso.
Oggi Aegina resta celebre agli ateniesi per l'one day trip che sposta sull'isola 12 mesi all'anno migliaia e migliaia di famiglie alla ricerca di un po' di svago in natura, alle scolaresche (sempre ateniesi) per la fascinosa salita sul tempio di Afea, a chi soffre di dolori reumatici per le terme di Souvala e ai buongustai per il pistacchio più gustoso mai degustato, l'Eghinis, trade mark assoluto dell'isola. E' da sempre un'isola molto romantica e per la sua atmosfera rilassante è sempre stata scelta come dimorra estiva dei più rinnomati esponenti della letteratura greca, ricordiamo fra tutti i due nobelisti Elitis e Seferis, l'ateo Kazantzakis, il comunista Sikelianòs e tanti altri ancora. Non bisogna infine dimenticare Aegina come meta di un turismo religioso proveniente da tutta la Grecia ad onorem dell'ultimo religioso santificato dalla Chiesa Ortodossa, l'arcivescovo Nectarios, personaggio popolare molto discusso per le sue presunte qualità sovranaturali che visse sull'isola nei primi decenni del '900 fondando nella regione di Messagròs l'immenso monastero che prende oggi il suo nome. Per un po' di geografia ricordiamo che Aegina è un'isola estesa su una superficie di 83km2 a cui sommare due ulteriori isolotti, quello disabitato di Monì, piccola riserva naturale oggi protetta, e quello leggermente più grande di Anghistri, entrambi situati sullo stetto con il Peloponneso a sudovest dell'isola. La lunghezza delle coste difficilmente supera i 55km mentre il territorio è nella sua massima parte montuoso con ben 5 picchi superiori ai 350m di altezza e uno, quello di Oros, sopra i 530. Millenni di disboscamenti hanno denudato un buon 70% della superficie insulare nel tempo tanto che la macchia mediterranea si limita oggi nella sola regione nordorientale nel tratto che da Vathì porta a Ayia Marina. 15 mila sono gli abitanti, più della metà dei quali vive nell'omonimo capoluogo mentre 4 sono i porti, tutti quanti collegati con il porto Pireo: Aegina città, Souvala e Ayia Marina nel settore settentrionale dell'isola e Perdika in quel sudoccidentale. Aegina è collegata con le isole di Salamina, Poros e Idra, mete successive del nostro viaggio con Nea Epidavros nel Peloponneso e con il porto di Methana nella provincia argolica.

Ayia Marina è sempre stata la più probabile delle mete di Aegina e questo per il mare stupendo e per sua la prossimità al tempio di Afea, il sightseeing principale dell'isola. Il suo successo turistico risale ai primi anni 70, periodo in cui trovano qua spazio i più estesi alberghi di tutta l'isola non sempre costruiti in armonia all'ambiente circostante, ricordiamo molto lussureggiante per vegetazione arborea e arbustiva. Vittima delle speculazioni edilizie di quel tempo Ayia Marina è il paesaggio urbano meno attraente di tutta l'isola sebbene disponga la spiaggia più estesa e il mare più a portata di bambino in assoluto di tutta l'isola. Una baia lunga all'incirca un chilometro da percorrere da nord a sud in canoa, delimitata da una striscia di sabbia molto lunga e stretta e bagnata da un mare dolce, raramente colpito dal vento e quel che più conta dai fondali che degradano molto gradualmente, tanto da rendere il bagno alla portata anche di chi non possiede la dovuta familiarità. Merita assolutamente il titolo di una delle 5 migliori spiagge dell'intero golfo della Saronide sebbene rimanga vittima della cogestione durante l'intero mese di Agosto e i week end da fine Maggio a fine Settembre.

Citato dallo storico Pafsania, il tempio di Afea è situato a 200 metri di altezza dal livello del mare e insieme al Partenone al tempio di Posidone a Sounion nell'Attiica meridionale formano un triangolo equilatero. E' da tutti gli archeologi considerato uno dei migliori esempi di architettura arcaica tanto da ispirare tutta una serie di lavori successivi a partire dal Partenone e fino al tempio di Apollo nell'Ellide e la Valle dei Templi a Agrigento. Di stile dorico rimase celebre per le sculture scolpite sulla tettoia principale malamente trafugate in Germania e rivendute da una schiera di archeologi affaristi al sovrano della Baviera ai primi dell'800. Nessuna di quelle è oggi visibile nel sito che invece conserva in buono stato una fila di 24 delle 34 colonne originali, i resti dell'ingresso monumentale a sud del tempio, le fondamenta delle residenze dei sacerdoti e una piccola parte del tetto. Per le sculture che lo decoravano e che alternano raffigurazioni del mito delle Amazzoni e della guerra di Troia, bisognerà spostarsi soprattutto al museo archeologico di Monaco e secondariamente a quello di Atene.

Chi desiderasse sfuggire un po' al caos specialmente domenicale di Ayia Marina due soluzioni alternative sono da qui facilmente raggiungibili. La prima a nord è Vayìa, minuscolo villaggio di pescatori munito di due piccole spiagge a sabbia in loco e a Tourles si trova a poca distanza dal villaggio di Messagròs e a 12km di strada dal capoluogo. Vayìa è molto indicata agli amici del subacqueo per la ricchezza dei suoi fondali e per la pescosità del mare mentre sorprende per la vegetazione lussureggiante con la pineta pronta a tuffarsi a mare.

Una seconda soluzione molto battuta si trova invece a sud di Ayia Marina a Portes, sempre lungo le coste orientali dell'isola estremo limite della provinciale che da qui e in poi si interrompe a causa della montuosità crescente del territorio. Portes è il più isolato dei villaggi di Aegina e offre accanto a un bagnetto rinfrescante ottime occasioni di pesce appena pescato da provare alla marinara in una delle osterie del luogo. La spiaggia di Portes è paesaggisticamente la più avvincente delle spiagge dell'isola, è ben dimensionata e alterna aree a sabbia ad altre a ciottoli e ghiaia fine. A confronto con Ayia Marina, l'insediamento è molto curato e conserva bene ritmi e strutture del passato essendosi risparmiato dall'ondata speculativa dei sixtees e dei seventees che tanto invece colpì quest'ultima.

Abbiamo lasciato secondo il punto di approdo più popolare dell'isola vale a dire il capoluogo Aegina, cittadina sul mare molto pittoresca, sede della prima capitale della Grecia libera e della totalità delle sue strutture politico-amministrative. L'arrivo via mare dal porto di Pireo fà scattare sponteanemente tre belle fotografie, la prima a livello di Kolona, il tempio di Apollo sul promontorio a nord del porto, la seconda sulla chiesetta bianco-cicladico di San Nicola e la terza con obiettivo i coloratissimi caseggiati che si affacciano sul porto con a destra la sontuosa cattedrale di Ayios Demetrios. Aegina città merita assolutamente un pomeriggio tra i suoi innumerevoli vicoli chiusi al traffico automobilistico, lungo il porticciolo, tra le sue infinite chiesette e tra i suoi negozi di souvenir che mettono in bella mostra il fistiki, il pistacchio locale, unico per gusto e sapore - anche se per niente economico visto che questa varietà di pistacchio è coltivata e tostata solo a Aegina nella regione di Messagròs - e tutti i suoi derivati dolcissimi.

La salita sul tempio di Afea è decisamente il momento migliore che il visitatore trae a Aegina e si effettua a piedi o in autobus a partire da Ayia Marina dopo un tragitto di all'incirca 3,5 km molto suggestivo e riparato dalla pineta che popola il colle. In direzione Messagròs, Afea appaga anche il più esigente dei visitatori, sia per il tuffo nel passato classico che garantisce che per le incredibili panoramiche che se ne possono ricavare sul golfo della Saronide. Il tempio dedicato inizialmente al culto della fertilità ha origini antichissime, sembra risalenti al XIII secolo aC ma venne ricostruito poco dopo la guerra di Salamina (480aC) e dedicato a questa divinità locale, Afa o Afea che stando al mito era di origini cretese. Il suo vero nome dovette essere Diktina (si salvano tuttoggi a Creta i resti dell'antica Diktina sulla penisola di Rodopos), figlia della nobiltà minoica perseguitata da Minosse che riuscì a sfuggire a Aegina grazie all'aiuto di un gruppo di pescatori. Là venne a sua volta perseguitata ma grazie all'aiuto della dea Artemide riuscì ancora a sfuggire diventando invisibile, la Dea invisibile, appunto Afea.

Aegina nonostante la pressione ateniese ha saputo conservare bene i suoi colori e le sue strutture architettoniche tra cui le dimorre dei politici del primo '800 e quelle più recenti di poeti, intellettuali e pittori del '900. Partendo dalla cattedrale di Ayios Dionissios, sede della scuola cosiddetta di Eynard, il lord inglese che costruì la scuola magistrale locale nei primi dell'800 incontriamo poco dopo la Biblioteca, tra le più vecchie biblioteche della Grecia lascito dell'originale governo ellenico che si insediò in città. Più in là il primo Palazzo del Governo della Grecia moderna sede del conio, una serie di palazzi aristocratici appartenenti alla nobiltà del tempo tra cui la celebre torre di Markelos, costruita nel 1802 in stile veneziano da un nobile locale che fece da protagonista nel risorgimento nazionale. Più staccata regge ancora la più antica delle chiesette della città, la vecchia cattedrale del V secolo dC, oggi in ruderi.

Stesso decor nella regione di Plakakia a nord del porto in direzione Kolona, con tanto di dimorre aristocratiche con vista a mare e caseggiati popolari dai colori più svariati: ville sontuose come quella di Venizelos, la torre di Rallis, quella di Zaimis e nelle vicinanze del faro la villa di Kazantzakis, un misto di belle epoque e neoclassico da segnalare per i cortili fioriti e le strutture eclettiche.

La strada porta fino al promontorio di Kolona sede dell'omonimo sito archeologico chiamato così per l'unica colonna ancora rimasta in piedi, dopo secoli di abbandono, distruzioni e saccheggi. Il sito ha ormai compiuto 5 mila anni di storia e presenta una sovrapposizione di ruderi che vanno dall'età neolitica ai tempi dei ptolemei. Sulla costa si estende la più bella delle spiagge del luogo, Kolona, piccola ma superiore per la tranquillità e per le panoramiche sul tempio di Apollo. Sempre a Kolona si trova anche il museo archeologico della città.

Il turismo a Aegina ha sempre avuto una forte connotazione religiosa fondamentalmente a causa della presenza del venerato monastero di San Nectario a cui se ne aggiungono diverse altre chiese e monasteri dal valore storico indiscutibile tutte quante concentrate attorno alla via Faneromenis, la via che collega Ayia Marina al capoluogo. Il convento di San Nectario dedicato al suo fondatore e ultimo santo dell'ortodossia ellenica (1961) è un'imponente costruzione del primo novecento, di certo una delle chiese più dimensionate di tutta la Grecia. Ayios Nectarios può essere paragonato per carisma, popolarità, percorso di vita e qualità miracolanti a Padre Pio, l'uomo che "sapeva trasformare i miscredenti in credenti, i persecutori in difensori, gli inflessibili in generosi e i malati in sani". A 6km dal capoluogo, la cattedrale si distingue per le altissime torri che sfiorano i cieli, per i suoi infiniti piani e per le sue arcate rosse, molto appariscenti. Festeggia il santo il 9/11 di ogni anno trascinando sull'isola migliaia e migliaia di fedeli da tutta la Grecia e Cipro. Ospita oggi una quindicina di suore e per la quantità di doni ricevuti è considerato uno dei monasteri più sontuosi di tutta la Grecia.
A poca distanza da San Nectario troviamo due ulteriori monasteri storici di Aegina, sulla strada per Souvala, il convento di Santa Caterina (Ayia Ecaterini), un cascinale circondato da cipressi altissimi e distinguibile per la sua cupola che svetta imperiosa. E l'interessantissimo monastero-fortezza della Vergine la Chrissoleontissa, probabilmente il più interessante da vedere su un piano architettonico, simile per caratteristiche ai monasteri del Monte Athos. Costruito nel XVII secolo sulle rovine di un monastero ancora più vecchio venne più volte distrutto e ricostruito sulle colline a sud di Ayios Nectarios e a meno di 5km di distanza da quello. Nascosto nella brughiera questo monastero che prende il nome dalla celebre icona di Maria rinvenuta nelle vicinanze è stato per secoli la più importante istituzione religiosa dell'isola e nei tempi di crisi belliche, proprio per le sue caratteristiche difensive, un andro di combattenti partigiani. Il monastero è perfettamente squadrato, circondato da mura spesse e alte sulle quali sono state costruite diverse torri e bastioni. Le finestre sono delle minuscole feritoie tutte quante posizionate in alto. In mezzo un'estesa corte squadrata e la basilica della Vergine in ritmo tardobizantino con tre cupole e tre ingressi. Sorprendente per le viste e il silenzio circostante si anima il giorno di ferragosto innescando la seconda più importante sagra popolare di Aegina.

Il giro per le chiese di Aegina non può non passare per la basilica di Ayios Theodoros a Asomati, un quartiere del capoluogo a 2km di distanza da qui, una delle più belle immagini da portarsi dietro dall'isola. Costruita nel XIII secolo è una delle più antiche chiese dell'isola e anche una delle più pittoresche considerato che poi prende il nome di "Omorfi eklesia", chiesa bella. Una foto merita anche la più cicladica delle basiliche di Aegina (dopo quella del capoluogo), Faneromeni, che dà anche il nome alla via che collega Aegina a Ayia Marina. Del XIV secolo, l'Annunziata consiste di un complesso di due piccole basiliche una delle quali nasconde nelle sue strutture una piccola grotta. Da ammirare qui l'icona portata in pellegrinaggio il 25/3 di ogni anno.

A 2km dal capoluogo Aegina sorge la basilica di Ayios Theodoros a Asomati, una delle più belle immagini da portarsi dietro dall'isola. Costruita nel XIII secolo è una delle più antiche chiese dell'isola e anche una delle più pittoresche considerato che poi prende il nome di "Omorfi eklesia", chiesa bella. Una foto merita anche la più cicladica delle basiliche di Aegina (dopo quella del capoluogo), Faneromeni, che dà anche il nome alla via che collega Aegina a Ayia Marina. Del XIV secolo, Vergine l'Annunziata consiste di un complesso di due piccole basiliche una delle quali nasconde nelle sue strutture una piccola grotta. Da ammirare qui l'icona portata in pellegrinaggio il 25/3 di ogni anno.

La chiesa storica di Faneromeni e a destra a sacra icona di Faneromeni, la Vergine nera

Infine non andrebbe tralasciato quel complesso di chiese e monasteri sconsacrati che si arrampica sulle colline sopra Ayios Nectarios nei limiti della vecchia capitale dell'isola Paleochora, abbandonata da due secoli e oggi purtroppo in rovine nonostante alcuni timidi tentativi di restaurazione intraprese di recente. Paleochora è una ghost town che sotto certi aspetti ricorda la capitale dell'ortodossia Mistràs nel Peloponneso per il gran numero di basiliche e cappelle ancora salve nei dintorni. Su questo colle era concentrata una buona percentuale della popolazione dell'isola durante il medioevo quando le frequentissime incursioni piratesche rendevano poco sensato vivere sulla costa. Tra le venti e passa chiese ancora in piedi su questo sito e ai piedi della cinquecentesca fortezza bizantina che le doveva proteggere in cima al colle, vanno distinte per i loro affreschi e le loro strutture la chiesa di San Dionisio, quella di Episkopì costruita dentro la roccia, il monastero di Ayia Kiriakì del XVII secolo nel centro del paese con la sua doppia basilica e la chiesa azzurra di San Giovanni l'evangelista, detta azzurra per la cupola e il campanile azzurri. Molto indietro nel tempo ci sposta la chiesa di Mavrikà del XIII secolo, ormai in ruderi.
La costa occidentale di Aegina promette bene sul fronte del mare in tre punti: Fàros a nord a poca distanza dal capoluogo, Marathonas in centro e soprattutto Perdilkas nell'estremo sud di Aegina, la più fascinosa delle località di villeggiatura dell'intera isola. A Faros ha sede un water park che potrebbe divertire molto i più picini mentre per i più grandi ci sono una buona spiaggia, alcune buone taverne e un tramonto meraviglioso che si ripete con ancora maggiore spettacolarità nella spiaggia successiva di Marathonas, molto estesa a sabbia, alla portata di bambini. La statale detta di Sfendouriou si conclude a Pèrdikas via Aighinitissa e il viale degli eucalipti a meno di 10km da Aegina città, villaggio di pescatori molto atmosferico costruito sulla punta di una penisola con doppio accesso sul mare. Di fronte l'attrazione più interessante del luogo è decisamente l'isolotto disabitato di Monì da più di 30 anni dichiarato riserva naturale in quanto habitat di faggiani, capre selvatiche, cerbiatti e conigli. E' un'isola si direbbe double face con la facciata che guarda verso Aegina totalmente denudata e quella invece che guarda a sud verso Methana ricoperta di pineta e conifere molto rigogliose. Il mare da questa parte non è particolarmente accogliente (divertirà di più quelli che ricercano il subacqueo che gli altri) anche se il paesaggio è molto avvincente, peccato per quella assurda costruzione mai terminata a ridosso del porticciolo. Dispone di un campeggio e dista da Perdikas appena 10 minuti di barca. Sulla punta del colle una torretta abbandonata dai tedeschi nella seconda guerra mondiale garantisce panoramiche spettacolari verso le montagne di Aegina, l'isola di Aghistri, Perdikas e Methana.

Un tempo lo stretto tra Perdikas e Monì faceva da ormeggio di pirati e malviventi e nei paraggi sono stati rinvenuti diversi "tesori" a loro appartenuti. Oggi lo stretto ospita d'estate una quantità impressionante di imbarcazioni da svago che si fermano qua per un giro veloce tra le stradine lastricate e fiorite di questo paese e per un piatto di pesce alla marinara appena pescato. Spesso queste imbarcazioni si muovono verso est e fino alla baia di Clima nell'estremo sud di Aegina, con le sue acque limpidissime e qualche servizio di ristorazione. Da notare che in tutto il comprensorio di Perdikas l'ambiente diventa molto avaro di vegetazione e acqua dolce ricordando stretto le Cicladi.

Un'ultima curiosità attorno a Perdikas è la cosiddetta Camera Oscura, uno stabile tutto rotondo provvisto di 12 feritoie che consente di riprendere il luogo a 360 gradi.

Sopra Marathonas invece e a partire dal villaggio montano di Pachia Rachi è possibile intraprendere la scalata fino alla vetta del monte più alto di Aegina, Oros (Montagna) o Elanio Oros a 530m di altezza dal livello del mare. Il posto è incredibilmente suggestivo sia per i suoi riferimenti storici - in posizione Sfyrichtres si trovava il tempio di Zeus l'Elanio, di cui oggi restano alcune fondamenta, una porzione della muraglia ellenistica e la bellissima chiesetta dei Taxiarchi costruita nel primo medioevo a partire dai materiali ricavati dal tempio - che soprattutto per le panoramiche. In giornate di scarsa umidità è possibile ammirare da qui l'intero arcipelago della Saronide, le coste orientali del Peloponneso, l'Argolide e le coste dell'Attica.

L'isola di Aghistri

Sia da Aegina città che dal porticciolo di Perdikas infine è possibile tentare a 5 miglia da qui il passaggio a Anghistri isola nel top delle preferenze di hippies e nudisti negli anni '70 e '80, oggi sotto pressione come non mai da imbarcazioni di ogni genere. Il forte di Anghistri sono le spiagge, nel loro complesso piccole e rocciose ma molto sceniche inquadrate come sono in una cornice boschiva molto lussureggiante. Estesa su appena 8km2, Aghistri conta giusto tre insediamenti, quello principale Milos o Megalochori, Skala che ospita anche il porto dell'isola a un chilometro di distanza e sull'altopiano il vecchio borgo di Metòchi.

Tutte le spiagge possono essere raggiunte a piedi a poca distanza dal porticciolo: Dragonera a poca distanza da Milos, consiste di due spiagge a sabbia di piccola dimensione; Aponissos, roccia e pineta con un mare favoloso color turchese e scogliera è una delle spiagge più belle dell'isola insieme a Limenaria, una sinfonia del verde che finisce nel blu, piccolo attracco, poche casette di pietra qua e là e una chiesa storica, quella di Ayia Kyriakì. Bella la spiaggia anche a Skala, la golden beach dell'isola, la più indicata a chi accompagna bambini, sabbiosa e poco fonda. Infine per i più temprati, due spiagge molto sceniche a ciottoli troviamo a Sklirì (Dura) e con vista sull'isola di Monì la bellissima Chalikiada, entrambe declamate dai naturisti ostiche da raggiungere, ideali per lo snorkelling. Una sagra religiosa è segnalata il giorno di ferragosto nel cortile della chiesa di Panayia nel villaggio di Metòchi.
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